OSSIDATORI TERMICI RECUPERATIVI: ABBATTIMENTO COV

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Ossidatori termici recuperativi

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OSSIDATORI TERMICI RECUPERATIVI: Abbattimento COV ed efficienza energetica.

Come ridurre le emissioni industriali ottimizzando i costi di gestione grazie al recupero termico.

Nell'ambito della depurazione degli effluenti gassosi industriali e del rispetto delle normativeambientali, gli ossidatori termici recuperativi rappresentano una delle tecnologie più affidabili ed efficienti per l'abbattimento dei COV (Composti Organici Volatili) e degli odori
La scelta del corretto sistema di abbattimento COV dipende da numerose variabili: portata d'aria, tipo di solvente, concentrazione e continuità produttiva.
Affidati ai nostri esperti in depurazione aria. Progettiamo, costruiamo e installiamo Ossidatori Termici recuperativi su misura, scopri come ottimizzare i tuoi processi riducendo le emissioni e i consumi energetici.

Un ossidatore termico recuperativo è un impianto di depurazione dell'aria progettato per distruggere gli inquinanti organici presenti nei flussi di scarico industriale attraverso un processo di ossidazione termica (combustione controllata).
A differenza degli ossidatori termici tradizionali, la versione recuperativa integra uno scambiatore di calore a piastre o a tubi. Questo componente fondamentale permette di recuperare il calore generato dai gas già depurati in uscita per preriscaldare i gas freddi in ingresso, riducendo drasticamente il consumo di combustibile ausiliario (come il gas naturale).

Vantaggi:
Scegliere un sistema recuperativo offre benefici specialmente se confrontato con gli ossidatori termici rigenerativi (RTO) o termici diretti:
- Ideale per alte concentrazioni di COV: Quando il flusso d'aria presenta un'alta concentrazione di solventi o inquinanti, il calore sviluppato dall'autocombustione è tale da rendere l'impianto energeticamente autosufficiente (funzionamento in condizioni autotermiche).
- Minore ingombro e peso: Rispetto a un impianto RTO (che utilizza torri piene di materiale ceramico), un ossidatore recuperativo è più leggero e compatto, ideale per aziede con limiti di spazio o installazioni su tetti e soppalchi.
- Flessibilità e resistenza: Tollerano meglio la presenza di polveri o composti che potrebbero intasare o avvelenare i letti ceramici o i catalizzatori di altre tipologie di impianti.
- Efficienza energetica elevata: Gli scambiatori di calore integrati raggiungono un'efficienza di recupero termico che varia solitamente dal 50% al 75%, abbattendo i costi di gestione.
Gli impianti di ossidazione termica recuperativa trovano largo impiego nei processi industriali caratterizzati da portate d'aria medio-basse e carichi di solvente medio-alti.
Tra i settori chiave troviamo:
- Stampa e imballaggio flessibile: Linee di rotocalco, flessografia e plastificazione.
- Verniciatura e rivestimento: comparto automotive, elettrodomestici e verniciatura metalli (Coil Coating).
- Industria Chimica e farmaceutica: Processi di sintesi, reattori e stoccaggio serbatoi.
- Produzione di gomma e resine: Trattamento dei fumi di stampaggio e vulcanizzazione.

OSSIDATORI TERMICI RECUPERATIVI
1. Tipo di tecnologia

Ossidazione termica
2. Inquinanti abbattibili

Tutti gli idrocarburi
3. Limiti di emissione raggiungibili

E' possibile raggiungere rese di abbattimento superiori al 99%
4. Descrizione della soluzione tecnica
Il processo di combustione non è altro che l’ossidazione degli atomi di carbonio (C-) e di idrogeno (H-) contenuti nelle molecole degli idrocarburi e solventi da bruciare, la cui reazione esotermica dà come prodotti: anidride carbonica (CO2) e vapore acqueo (H2O).
Con riferimento allo schema di processo allegato, l'impianto è essenzialmente costituito da:

  • ventilatore centrifugo VC1
  • scambiatori a fascio tubiero He1
  • scambiatori a fascio tubiero He2
  • postcombustore PC1
  • bruciatore BR1
  • camino

I fumi aspirati attraversano dapprima il filtro a pannelli e tasche sostituibili, dove vengono trattenute le particelle solide trascinate di resina e tessuto.
I fumi aspirati vengono eventualmente diluiti con aria ambiente aspirata dall'esterno in modo che la concentrazione massima di solvente, misurata da un rivelvatore di L.E.L. %, sia costantemente non superiore a un terzo del L.E.L. (Limite Inferiore di Infiammabilità) della miscela aspirata. I fumi diluiti con aria, sono aspirati dal ventilatore centrifugo VC1, che li spinge dapprima nel lato mantello dello scambiatore He1 attraverso la valvola V2 e successivamente nel lato mantello dello scambiatore He2 e quindi nel postcombustore PC1. Attraversando il lato mantello dei due citati scambiatori He1 e He2, i fumi si preriscaldano fino a temperature di 450 - 650°C a spese del calore ceduto dai gas di combustione uscenti dal postcombustore PC1 e che attraversano in successione il lato tubi prima dello scambiatore He2 e poi dello scambiatore He1.
All'interno del postcombustore i fumi contenenti le S.O.V. da distruggere sono ulteriormente riscaldati fino alla temperatura minima di 770°C per mezzo dell'energia liberata dalla combustione del metano nel bruciatore BR1 e dall'ossidazione termica delle stesse S.O.V. contenute nei fumi, fino alla formazione di anidride carbonica e acqua.
I gas di combustione prodotti, attraversando i due scambiatori He2 e He1 dal lato tubi, si raffreddano e successivamente sono emessi in atmosfera alla temperatura minima di circa 350°C. L'impianto è gestito in maniera completamente automatica, sia nelle fasi di accensione / spegnimento che durante il funzionamento a regime, tramite un controllore a logica programmabile (PLC), collegato alla strumentazione analogica e digitale, e a un sistema di supervisione su PC che permette di monitorare e registrare in continuo su supporto magnetico le principali variabili di processo e gli stati di funzionamento e di allarme.
L'impianto è dotato di:
- un sistema di diluizione dei fumi aspirati con aria esterna tramite la valvola regolatrice automatica ACV1;
- un sistema di by-pass automatico del combustore in caso di anomalia tramite le valvole servocomandate V2 e V3;
- un sistema di controllo del calore scambiato / recuperato nello scambiatore He1, al fine di controllare l'esubero di energia nei casi di maggiore concentrazione di S.O.V. per mezzo della valvola di by-pass V1 asservita al controllo della temperatura in uscita dalla camera di combustione TT2.

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